Guida gastronomica. NIEVA ZANCO

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Guida gastronomica. NIEVA ZANCO

Allora, c’era in terra dei Baschi “una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevasi un’oca a denaio e un papero giunta, ed eravi una montagna tutta di formaggio parmiggiano grattugiato sopra la quale stavan le genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi e poi gli gittavan quindi giù e chi ne pigliava più se n’aveva e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciol d’acqua”. Così incomincia la beffa a Calandrino, raccontata dal Boccaccio, nella terza novella della ottava giornata del Decamerone.
Ecco, io ogni volta che vengo invitata ad una iniziativa che vede le eccellenze gastronomiche come soggetti ed oggetti di un percorso (conoscitivo, formativo e gustativo) penso sempre alla novella del paese del Bengodi e temo, se non di fare la fine di Calandrino, di essere travolta da un turbine di partecipanti ed eventi.
Questa volta non è stata così. Vuoi per l’ubicazione (Comune Santa Lucia di Piave è un paese agricolo della provincia di Treviso e la Marca Trevigianao dove il tempo scorre tranquillo ma operoso), vuoi per l’approccio impostato dal Gastronauta Davide Paolini (dare ai piccoli produttori di tutto il settore enogastronomico l’occasione di poter esibire i loro beni, e uso questa parola perché il termine prodotto mi sembra legato alla produzione industriale e non a questa che è per fortuna in gran parte artigianale e familiare), vuoi per l’architettura stessa della ex Filanda oggi Fiere di Santa Lucia di Piave (che dà a tutti i partecipanti gli stessi spazi espositivi, al punto che Gourmandia – Le terre golose del Gastronauta diventa uno spazio egalitario dove non esistono espositori di serie A o di serie B). Il mercato degli artigiani la ha fatta quindi da padrone anche se non sono mancati gli spazi e i tempi per convegni e dibattiti e un’area destinata agli chef e allo show-cooking (Sala San Benedetto).
Avendo quindi spazio e tempo per far le cose per bene #LaConsiglieria si è costruita tre diversi itinerari per i tre giorni di fiera.
Uno dedicato agli espositori (il sabato), uno dedicato agli chef (domenica), e uno dedicato ai suoi vizi personali (la carne e i foodstore).
Per quanto concerne il primo punto, non potendo dedicarmi alle oltre 250 proposte espositive, mi sono concentrata su quelle che interferiranno con i prossimi racconti de #LaConsiglieria (un progetto che racconta i ristoranti stellati attraverso il territorio, i suoi prodotti e le sue storie).
Per quanto concerne i lievitati: Fiasconaro che dai monti sopra #Cefalù è finto a CapeCanaveral mi è sembrata un’interessante conoscenza da legare a uno dei tour della #Consiglieria2018 legati in parte agli chef stellati delle isole italiane e quindi anche della #Sicilia (Ristorante I Pupi di Bagheria e Ristorante Bye Bye Blues – Mondello), così come Opera waiting-I00%nature conosciuta grazie a un pranzo fatto da Filippo Saporito chef e patron de La Leggenda Dei Frati durante un mio viaggio per #EDT17 a #Firenze per Pitti Uomo e che non vedevo l’ora di approfondire, e infine le Dorbolò Gubane snc perché è da tanto che mi domandavo come mai il dolce più famoso del #Friuli non avesse ancora avuto una sua versione stellata, e volevo scoprire bene come si fa, per chiedere, un domani, a una stella “a quando una gubana 2.0?” menzione per i grissini artigianali Maistrello Café: perché mi sembra una delle prime volte che la panificazione volga con successo verso la pasticceria e chissà che presto non finiscano in qualche tavola stellata del vicentino e non solo.
Per quanto concerne il riso mi ha colpito la storia della Azienda Agricola Scagliotti Edoardo – Cascina Musella perché emozionarsi per dei gamberi d’acqua che trovi nella piana vercellese è una dimensione del valore del lavoro e della qualità del territorio che non a caso offre ristoranti stellati che prima o poi conoscerò.
Circa i formaggi, in verità, per localismo, non mi sono allontanata troppo dal Formaggio Monte Veronese DOP e dalla Casatella Trevigiana DOP, fino a quando pensando che presto attraccherò dallo chef Fabrizio Ferrari a Lecco al suo Al Porticciolo 84 non ho assaggiato le prelibatezze della Valsassina Carozzi Formaggi.
Per quanto concerne i vini, sempre per localismo ho fatto il tifo per la cantina Ferrowine (anche perché a Castelfranco Veneto c’è uno dei miei chef preferiti #NicolaDinato Feva Ristorante), specialmente se bevuti in un bicchiere Zafferano Glassware – design Federico de Majo (apprezzati al ristorante Ristorante ” Il Saraceno ” Cavernago dello chef Roberto Proto)…e chissà che presto non ci passi da loro a Treviso.
La domenica è stata dedicata agli chef: prima #NicolaPortinari La Peca, forse il miglior ristorante 2** #Michelin del Veneto; poi Antonia Klugmann che con la sua stella da L’Argine a Vencóbfinirà a MasterChef Italia…perché 2 friulani sono meglio di uno Joe Bastianich oblige), quindi Emanuele Scarello che con la sua rivisitazione dello strudel ha fatto capire perché Agli Amici sia l’unico 2** #Michelin del Friuli-Venezia Giulia Mi sono persa Riccardo De Pra ma dal #Dolada ho già mangiato e ne ho già scritto.
Veniamo ad oggi. Non conoscevo Dario Cecchini- Macellaio di persona ma la sua lezione, si chiamiamola così, mi ha emozionato. Per cui quando presto tornerò a Chiusi ai I Salotti del Il Patriarca chef Katia Maccarii magari rifacendo uno snack al Particolare di Siena andrò dritta a #Panzano alla Antica Macelleria Cecchini, forse la versione in salsa Toscana di Damini Macelleria E Affini. Ma questa è un’altra storia avrebbe detto Kipling.
Doppia conclusione: la prima è per Eat’s Store & Bistrò, uno dei migliori foodstore italiani (perché è la qualità che conta non il volume degli spazi) che grazie allo chef #Vettorello TINO chef ci ha permesso di assaggiare un risotto di primavera di alto livello.
La seconda è per la Grappa Nonino che grazie alla bravura di Valeria Margherita Mosca Caglio chef e bartender ha offerto al pubblico cocktail intriganti e innovativi. Wild.
A presto #EDT17 riparte tra tre settimane. Direzione? Lo saprete alla prossima puntata.

 

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